Turismo straniero in Puglia: osservazioni e dati del 2014

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imagesE rieccomi, dopo una breve pausa legata a motivi tecnici.

Oggi vi parlo di turismo straniero e di come esso viene percepito e accolto all’interno della nostra regione e in Italia.

Anche i primi dati sui flussi turistici del 2014 parlano chiaro: il turismo regge grazie agli stranieri, in Puglia così come nel resto del Paese.

Conosciamo meglio il mercato straniero e diamo alcuni dati: alcuni esempi, nei primi 8 mesi del 2014 secondo i dati forniti dall’Osservatorio Turistico della Regione Puglia (che vi consiglio di consultare ogni tanto, non inserendovi il link proprio per farvelo cercare!) il turismo straniero è cresciuto del 5% sugli arrivi e del 2% sulle presenze.

La crescita maggiore si è avuta nei mesi di aprile e maggio in concomitanza con gli eventi “Settimana Santa” e i ponti di maggio.

I mercati principali di riferimento sono per la Puglia: Germania, Francia, UK, USA, Svizzera oltre ad altri mercati minori.

Tra i paesi emergenti c’è da segnalare l’interessante incremento dei turisti provenienti dal Brasile +18%, India +60% e Turchia + 29%.

Cosa (canale) influenza la scelta degli stranieri per la loro vacanza in Puglia: il primo canale tra gli stranieri è il web(42,5%) seguito da passaparola (34,3%) e social network (21,6%). Discorso diverso per gli italiani che scelgono la Puglia seguendo il passaparola come primo fattore (60,1%), stampa – a sorpresa dire – (23,1%), web (21,7%) e social network (14,9%).

Da questi dati si capisce l’importanza del mercato estero per il turismo italiano, soprattutto in periodi di contrazione della domanda interna, adesso però mi preme porre una questione: siamo pronti ad ospitare gli stranieri? Sono le nostre città e i nostri servizi adeguati?

I punti di debolezza della regione Puglia nei confronti degli stranieri sono: viabilità interna e scarsità di collegamenti pubblici, segnaletica stradale carente e poco chiara, poche aree verdi attrezzate, sporcizia in alcuni tratti di costa,chiusure domenicali e negli orari di primo pomeriggio della grande maggioranza di esercizi commerciali, scarsa gestione del patrimonio culturale, carenza di piste ciclabili e attività di noleggio correlate.

Andiamo a farci un giro nei nostri centri storici, guardatevi attorno e chiedetevi: quanti cartelli indicativi ci sono? Il materiale informativo è tradotto in lingua straniera? Gli info point sono aperti durante le feste e la domenica?

La mia osservazione si riassume in questo: se la Puglia è stata capace di promuovere in maniera positiva il brand all’estero durante gli anni, in particolare dal 2007 ad oggi, non vuol dire certo che si può adagiare sugli allori, anzi, una buona promozione all’estero seguita da una scarsa organizzazione dell’offerta può diventare un boomerang con effetti negativi sul medio – lungo termine. La crescita, così come la crisi, fa parte di un ciclo di vita di una destinazione, e se a questa non si accompagnano azioni mirate alla diversificazione dell’offerta (crescita qualitativa in primis) una qualsiasi destinazione è destinata a un facile declino.

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